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Lavoratori diversamente giovani

8 ottobre 2018

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Il giorno 5 ottobre 2018 Riccardo Gianforme, amministratore delegato di Xequo Srl, società partner di questo Studio specializzata in Sicurezza sul Lavoro ed Amministrazione del Personale, ha partecipato al convegno dal titolo “Lavoratori diversamente giovani” organizzato da UNIS&F Lab

Il convegno fa parte di un ciclo di 10 incontri gratuiti dedicati alla Sicurezza sul Lavoro nelle aziende intitolato “10 volte Sicurezza“.

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Durante il convegno sono stati esposti molti punti interessanti meritevoli di essere approfonditi.

La questione “età anagrafica” nelle aziende sarà sempre più in futuro un fattore chiave sotto il profilo organizzativo aziendale. Nelle aziende si andranno a formare da oggi in avanti 2 anime: da una parte i “lavoratori che invecchiano” ed “anziani” e dall’altra i lavoratori “giovani“.

Per la Sicurezza sul Lavoro un lavoratore è considerato “anziano” quando è over 55 anni, mentre è considerato in “fase di invecchiamento” dai 40/45 fino ai 55.

Nel 2018 la IEA (International Ergonomics Association), ovvero l’Associazione Internazionale di Ergonomia, ha premiato il “Libro d’Argento”. In questo e-book si parla di invecchiamo nei luoghi di lavoro ed in particolare si sottolinea che:

E’ necessario valutare il rischio, certamente, ma bisogna anche guardare CHI è esposto, bisogna evitare eccessi tecnici, bisogna coinvolgere le persone nel processo valutativo.

Cosa cambia quando un lavoratore entra nella “fase di invecchiamento”?

  • il lavoro fisico diventa gravoso –> es: temperature sfavorevoli
  • l’equilibrio peggiora
  • problemi di termoregolazione
  • vista ed udito diminuiscono fisiologicamente
  • peggiora piano piano la forza muscolare e l’ampiezza dei movimenti
  • c’è una minore capacità di apprendimento

I dati dei vari studi scientifici sono eclatanti: oltre i 50 anni fra il 30/60 % delle persone oggi giorno soffrono di malattie croniche!

Le più comuni:

  • artrosi
  • problemi cardiovascolari
  • diabete
  • neoplasie
  • deficit sensoriali
  • malattie psichiatriche o neurologiche

Addirittura fra i <45 anni i casi di ICTUS nel decennio 2003-2013 sono raddoppiati!

Tuttavia il convegno ha concluso con 3 messaggi chiave:

  1. A 35 anni le prestazioni fisiche dell’uomo e della donna raggiungo il massimo nell’arco della vita. Poi comincia un fisiologico declino che (ovviamente) non deve essere peggiorato o accentuato dal lavoro. Tuttavia se la prestanza fisica a 35 anni è 100 %, in un lavoratore anziano sano si attesta all’80 %. Questo ci sembra un dato confortante: alla fine si perde solo il 20 %.
  2. L’aumento dell’età nei lavoratori e la loro minor capacità fisica e prestazionale è compensata con maggiore esperienza, saggezza, disciplina, capacità decisionale, ecc.
  3. Se stiamo parlando di lavori “estremi”, la questione “età anagrafica” ha senso considerarla, viceversa, a nome dei relatori presenti al convegno, in caso di lavori d’ufficio sostanzialmente non cambia niente.

Conclusioni

La presenza di lavoratori “giovani” e quelli “diversamente giovani” all’interno delle aziende saranno in futuro sicuramente oggetto di conflittualità interne e di resistenze.

Sarà la bravura dell’imprenditore o del responsabile delle risorse umane ha considerare queste “due anime” un punto di forza e non un punto di debolezza permettendo così all’azienda di crescere e svilupparsi nel tempo.

 

 

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