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Speciale Legge di Bilancio

30 gennaio 2018

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Speciale Legge di Bilancio

 

La Legge di Bilancio per il 2018 (L. 205/2017) è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 29 dicembre 2017.

Premesso che lo Studio scrivente, in una logica di buon senso e al fine di non generare confusione nei lettori della circolare, ha ritenuto volutamente di non riportare alcune delle novità contenute nella Legge di Stabilità, in quanto ad oggi ancora troppo premature, essendo ancorate a futuri decreti attuativi di dubbia effettività, o in quanto relativi ad argomenti di minor rilevanza e impatto. Nella tabella qui di seguito riportata vengono quindi esposte brevemente alcune delle nuove disposizioni, mentre di seguito vengono affrontati in modo più specifico alcuni temi di maggior interesse.

 

In sintesi
Cedolare secca e contratti a canoni concordati

La cedolare secca con aliquota ridotta al 10% è prorogata sino al 2019.

Il beneficio, opzionale, interessa i contratti a canone concordato relativi ad abitazioni:

· site in Comuni ad alta tensione abitativa;

· site in Comuni per i quali sia stato deliberato lo stato di emergenza nei 5 anni precedenti il 28 maggio 2014;

· site in Comuni colpiti da eventi eccezionali, anche senza tensione abitativa;

· concesse in locazione per soddisfare le esigenze abitative di studenti universitari.

Detrazione studenti fuori sede

Sono riviste le condizioni per fruire della detrazione per le spese per canoni di locazione di studenti universitari fuori sede.

Disposizione a regime (inalterata)

Si riconosce il bonus del 19% per le spese per canoni sostenute per studenti iscritti a un corso di laurea presso una Università ubicata in un Comune diverso da quello di residenza, distante da quest’ultimo almeno 100 Km e comunque in una Provincia diversa, per unità immobiliari situate nello stesso Comune in cui ha sede l’Università o in Comuni limitrofi, per un importo non superiore a 2.633 euro.

Disposizione in deroga (limitata per il 2017 e 2018)

Si riconosce il bonus del 19% agli studenti iscritti a un corso di laurea presso un ateneo:

· distante almeno 100 Km dal Comune di residenza, anche all’interno della stessa Provincia;

· distante almeno 50 Km dal Comune di residenza, anche all’interno della stessa Provincia, se ubicato in zona montana o disagiata.

Incentivi al trasporto pubblico: detrazione per abbonamenti

È concessa la detrazione al 19% per la spesa per l’acquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale per un importo non superiore a 250 euro.

Rifinanziamento Sabatini-Ter

È prorogata la possibilità, per le pmi, di avvalersi dell’agevolazione (contributo in c/interessi per l’acquisto di beni strumentali nuovi) sino a esaurimento delle risorse disponibili.

Reddito figli a carico di età non superiore 24 anni

Integrando l’articolo 12, comma 2, Tuir, si eleva, a partire dal 1° gennaio 2019, da 2.840,51 a 4.000 euro, il limite di reddito complessivo per essere considerati fiscalmente a carico, limitatamente ai figli di età non superiore a 24 anni.

Aliquota Iva 10% per spettacoli anche con intermediari

Integrando le Tabelle allegate al D.P.R. 633/1972 si prevede l’applicazione dell’Iva al 10% agli spettacoli teatrali (lirica, prosa, commedia, balletto, etc.), ai concerti vocali e strumentali, alle attività circensi e a quelle – in genere – di spettacolo viaggiante.

Bonus strumenti musicali

Si proroga di un anno la disposizione della Legge di Bilancio 2017 che ha introdotto un credito d’imposta del 65% (per un massimo di 2.500 euro), per l’acquisto di uno strumento musicale nuovo nel limite complessivo di 15 milioni di euro (ridotto a 10 milioni per il 2018).

Lo strumento musicale acquistato deve essere coerente con il corso di studi frequentato. Il beneficio è accordato agli studenti iscritti ai licei musicali e ai corsi preaccademici, ai corsi del precedente ordinamento, ai corsi di diploma di I e II livello dei conservatori di musica, degli istituti superiori di studi musicali e delle istituzioni di formazione musicale e coreutica autorizzate a rilasciare titoli di alta formazione artistica, musicale e coreutica ai sensi di legge.

Detrazione studenti con disturbo di apprendimento

È prevista (dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2018) la detrazione del 19% per le spese sostenute in favore dei minori o di maggiorenni, con diagnosi di disturbo specifico dell’apprendimento (Dsa) fino al completamento della scuola secondaria di secondo grado, per:

· l’acquisto di strumenti compensativi e di sussidi tecnici e informatici, di cui alla L. 170/2010, necessari all’apprendimento;

· l’uso di strumenti compensativi che favoriscano la comunicazione verbale e che assicurino ritmi graduali di apprendimento delle lingue straniere, in presenza di un certificato medico che attesti il collegamento funzionale tra i sussidi e gli strumenti acquistati e il tipo di disturbo dell’apprendimento diagnosticato.

Con apposito provvedimento saranno stabilite le regole per la fruizione della detrazione.

Detrazione polizze per calamità naturali

È prevista la detrazione del 19% per i premi per assicurazioni aventi per oggetto il rischio di eventi calamitosi stipulate relativamente a unità immobiliari a uso abitativo.

Le disposizioni si applicano solo alle polizze stipulate a decorrere dal 1° gennaio 2018.

Escluso il contante per le retribuzioni

Si introducono limitazioni alle forme di pagamento delle retribuzioni del personale dipendente.

Queste, infatti, a decorrere dal 1° luglio 2018, dovranno essere corrisposte esclusivamente con metodi tracciati (bonifico, strumenti di pagamento elettronici, pagamento in contanti presso lo sportello bancario con apposito mandato di pagamento su conto di tesoreria, assegno consegnato al dipendente o a un familiare in caso di impedimento) e concerne i rapporti di lavoro dipendente, di collaborazione coordinata e continuativa nonché i contratti di lavoro instaurati in qualsiasi forma dalle cooperative con i propri soci, con esclusione dei rapporti instaurati con le P.A. e di quelli inerenti ai servizi familiari e domestici.

La firma apposta dal lavoratore sulla busta paga non costituisce prova di avvenuto pagamento.

Per la violazione, si applica al datore di lavoro una sanzione amministrativa da 1.000 a 5.000 euro.

Differimento dell’abrogazione degli studi di settore al 2018

Si proroga al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2018 la decorrenza della disciplina dei nuovi indici sintetici di affidabilità fiscale che avrebbero dovuto sostituire gli studi di settore.

Pagamenti Pubblica Amministrazione

Le P.A. che eseguono pagamenti ai contribuenti di importo superiore a 5.000 euro (in precedenza 10.000 euro) hanno l’obbligo di verificare l’assenza di pendenze (cartelle esattoriali scadute e non pagate) in capo ai medesimi, sempre per importi superiori a 5.000 euro.

In caso di inadempimento, la P.A. sospende, per i 60 giorni successivi (in precedenza 30 giorni), il pagamento delle somme dovute, sino a concorrenza del debito pendente.

Le disposizioni si applicano a decorrere dal 1° marzo 2018.

Sospensione compensazioni modello F24

Si prevede che l’Agenzia delle entrate possa sospendere, sino a 30 giorni, l’esecuzione delle deleghe di pagamento che contengano compensazioni, ove si evidenzino profili di rischio che richiedano l’effettuazione di un controllo.

Il versamento in compensazione:

· si considera correttamente eseguito alla data di originaria presentazione della delega, qualora i riscontri diano esito positivo, circostanza che si può evincere anche con il decorso dei 30 giorni senza diversa comunicazione;

· si considera come non effettuato, in caso contrario.

È prevedibile che siano considerate posizioni a rischio:

· gli utilizzi di un credito da parte di un soggetto diverso dal titolare;

· la compensazione di crediti riferiti ad annualità di molto anteriori al momento di presentazione della delega;

· le compensazioni effettuate per l’estinzione di debiti iscritti a ruolo.

Con apposito provvedimento dell’Agenzia delle entrate saranno comunque stabiliti i criteri e le modalità di attuazione della disposizione.

Rivalutazione terreni e partecipazioni

Riaperta la possibilità di rivalutazione delle quote di partecipazione (non negoziate in mercati regolamentati) e dei terreni (edificabili e non), mediante il pagamento di un’imposta sostitutiva dell’8%.

I riferimenti sono quelli canonici:

· possesso del bene da rivalutare al 1° gennaio 2018;

· data ultima di giuramento della perizia al 30 giugno 2018;

· data di scadenza del pagamento della sostitutiva o della prima rata al 30 giugno 2018;

· possibilità di versamento delle somme in 3 rate annuali, con maggiorazione di interessi.

Proroga Sistri

Si proroga fino al 31 dicembre 2018, il periodo in cui:

· continuano ad applicarsi gli adempimenti e gli obblighi relativi alla gestione dei rifiuti antecedenti alla disciplina del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (Sistri);

· non si applicano le sanzioni relative al sistema medesimo.

 

LE NOVITÀ IVA DELLA LEGGE DI BILANCIO 2018

La Legge di Bilancio per il 2018 ha apportato consistenti novità per quanto riguarda la disciplina Iva senza, tuttavia, modificare, come ci attendeva, quanto introdotto in merito alle modalità di detrazione dell’Iva con il D.L. 50/2017.

Aliquote Iva

Sterilizzati al momento gli incrementi delle aliquote Iva che rimangono individuate nel 22% e nel 10% anche per tutto il 2018.

In ambito edilizio, relativamente alla possibilità di applicare l’aliquota ridotta al 10% su alcuni beni significativi, la Legge di Stabilità, con una norma di interpretazione autentica, stabilisce, ai fini dell’individuazione dei beni significativi, che:

  • nel calcolo della base imponibile le eventuali parti staccate, devono essere considerate solamente nell’ipotesi in cui le stesse non abbiano una propria autonomia funzionale;
  • il valore del bene significativo e delle eventuali parti staccate che non risultano funzionalmente autonome, deve essere determinato in ragione dell’accordo tra le 2 parti. L’accordo contrattuale, si ricorda, deve prendere in considerazione, ai fini del calcolo del costo, dei soli oneri che concorrono alla produzione dei beni. Ne deriva che nel calcolo devono essere inclusi sia il costo della materia prima necessaria, sia quello della manodopera. Dal calcolo così effettuato, non si potrà mai arrivare a un costo inferiore rispetto al prezzo di acquisto.

Si ricorda che in edilizia i cosiddetti beni significativi sono quelli il cui valore è prevalente rispetto al valore della prestazione d’opera. L’elenco di tali beni è contenuto nel decreto 29 dicembre 1999 ed è formato da:

  • ascensori e montacarichi
  • infissi esterni e interni
  • caldaie
  • videocitofoni
  • apparecchiature di condizionamento e riciclo d’aria
  • sanitari e rubinetteria da bagni
  • impianti di sicurezza

I beni significativi sono quindi una particolare categoria di beni finiti. Per beni finiti si intendono infatti quelli aventi caratteristiche tali da poter essere sostituiti in modo assolutamente autonomo dalla struttura della quale fanno parte e che conservano, quindi, la propria individualità. Essi distinguono pertanto dalle materie prime e dai semi lavorati, ossia da tutti quei materiali che costituiscono la base per la produzione di altri beni tramite l’utilizzo di opportune lavorazioni.

In edilizia è prevista l’applicazione di un’aliquota IVA agevolata del 10% per l’esecuzione di lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria su edifici a prevalente destinazione residenziale.

L’agevolazione non si applica solo all’esecuzione dei lavori, ma anche alla cessione di beni finiti, purché compiuta nell’ambito di un contratto di appalto. Per conoscere l’importo su cui calcolare l’IVA ridotta, è necessario sottrarre dal totale dovuto all’impresa il valore dei beni significativi.

Facciamo un esempio.

Supponiamo che i lavori di manutenzione straordinaria che realizzati in casa costino complessivamente 10.000 euro, compresa la fornitura di beni.

Questi 10.000 euro sono così ripartiti:

  • 4.000 euro è il costo per l’esecuzione dei lavori
  • 6.000 euro è il costo di infissi, sanitari e rubinetteria.

L’IVA al 10% si applica solo alla differenza tra l’importo complessivo e il costo dei beni significativi, cioè: 10.000 – 6.000 = 4.000 euro. Sul restante valore dei beni significativi, pari a 2.000 euro (6.000-4.000), l’IVA si applicherà al 22%.

In totale dovrete pagare all’impresa 1.240 euro di IVA, così distinti:

  • 10% di 4.000, pari a 400 euro, per i lavori
  • 10% di 4.000, pari a 400 euro, per beni significativi
  • 22% di 2.000, pari a 440 euro, per beni significativi.

L’argomento dei beni significativi resta, nonostante la norma d’interpretazione autentica introdotta dalla Legge di Stabilità, un argomento piuttosto controverso, pertanto esso sarà oggetto di un’ulteriore futura circolare di approfondimento da parte dello Studio scrivente.

Sanzioni errata applicazione Iva

Viene modificato il regime sanzionatorio di cui all’articolo 6, comma 6, D.Lgs. 471/1997 applicabile nel caso di errata applicazione dell’aliquota Iva in sede di cessione. In particolare, è previsto che, in caso di applicazione dell’Iva in misura superiore a quella effettiva, erroneamente assolta da parte del cedente o prestatore, fermo restando il diritto alla detrazione dell’Iva, lo stesso è punito con una sanzione amministrativa compresa tra un minimo di 250 euro e un massimo di 10.000 euro.

Inoltre, non è ammessa la restituzione dell’imposta quando il versamento sia riconducibile a una frode fiscale.

Regime speciale Iva in agricoltura

Anche quest’anno il Legislatore interviene a sostegno del settore agricolo, in particolare per quanto riguarda l’allevamento di suini e bovini, tuttavia, a differenza dei 2 anni precedenti, la modifica alle aliquote compensative da applicarsi ai fini del calcolo della detrazione Iva spettante da parte dei soggetti che operano in regime Iva ex articolo 34, D.P.R. 633/1972, l’intervento è previsto per il triennio 2018-2020. Nello specifico, viene stabilito che, nei termini del 31 gennaio di ogni anno, il Mef, di concerto con il Mipaaf, emanerà un decreto con cui saranno individuate le aliquote compensative applicabili agli animali vivi delle specie bovina e suina, nel limite massimo, rispettivamente del 7,7 e 8%.

Fatturazione elettronica

Viene introdotto l’obbligo, con decorrenza 1° gennaio 2019, di emissione della fatturazione elettronica nell’ambito dei rapporti tra privati (modifica alla disciplina contenuta nel D.Lgs. 127/2015), con l’esclusione espressa di coloro che rientrano nel regime forfetario agevolato o che continuano ad applicare il regime fiscale di vantaggio (i contribuenti minimi/forfettari).

In particolare, la fatturazione elettronica si renderà applicabile per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti, stabiliti o identificati nel territorio dello Stato, e per le relative variazioni.

Sono esclusi dall’obbligo anche tutte le fattispecie di esonero dall’obbligo di emissione della fattura; in tal caso, le fatture sono messe a disposizione in formato elettronico dall’Agenzia delle entrate, fermo restando l’obbligo di rilascio di un documento in formato analogico da parte dell’emittente (il privato può rinunciare alla consegna del documento).

L’emissione avverrà attraverso l’utilizzo del Sistema di Interscambio direttamente o fruendo di intermediari.

Si ricorda come in caso di violazione dell’obbligo di fatturazione elettronica la fattura si considera non emessa e sono previste pesanti sanzioni pecuniarie.

 

Ovviamente lo Studio scrivente sta organizzando le procedure gestionali e softwaristiche interne per poter mettere a disposizione di tutti i clienti gli strumenti necessari per l’emissione e la conservazione delle fatture elettroniche secondo le modalità e nei tempi previsti dalle nuove disposizioni.

 

Sempre con decorrenza 1° gennaio 2019, viene introdotto l’obbligo di trasmissione telematica all’Agenzia delle entrate dei dati relativi alle cessioni di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti in Italia, salvo quelle per le quali è stata emessa una bolletta doganale e quelle per le quali siano state emesse o ricevute fatture elettroniche secondo le nuove disposizioni.

Viene individuato, quale termine per l’invio, l’ultimo giorno del mese successivo a quello della data del documento emesso, ovvero a quello della data di ricezione per i documenti pervenuti.

Con un provvedimento direttoriale dell’Agenzia delle entrate verranno stabiliti modi e tempi di applicazione.

Con decorrenza invece 1° luglio 2018 viene introdotto l’obbligo, in questo caso, di emissione della fattura elettronica per:

  1. cessioni di benzina e gasolio per motori ( sotto Abolizione della scheda carburante);
  2. prestazioni rese da subappaltatori e subcontraenti della filiera di imprese (insieme dei soggetti che, ai sensi dell’articolo 3, L. 136/2010, intervengono nel ciclo di realizzazione del contratto), nel caso di appalto di lavori, servizi o forniture stipulato da una P.A.. Si ricorda come con filiera di imprese è “l’insieme dei soggetti … che intervengono a qualunque titolo nel ciclo di realizzazione del contratto anche con noli e forniture di beni e prestazioni di servizi, ivi compresi quelli di natura intellettuale, qualunque sia l’importo dei relativi contratti e subcontratti”.

Viene, inoltre, previsto che con un provvedimento direttoriale dell’Agenzia delle entrate saranno definite le informazioni che dovranno essere trasmesse, le regole tecniche, i termini per l’invio telematico e le modalità con cui garantire la sicurezza e l’inalterabilità dei dati. Con lo stesso provvedimento, potranno essere definite anche modalità e termini graduali per l’adempimento dell’obbligo di memorizzazione elettronica e di trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi.

Abolita la scheda carburante, acquisti di carburante solo con mezzi di pagamento elettronici e tracciabili

Per effetto delle disposizioni contenute nella Legge di Bilancio 2018 dal prossimo 1° luglio 2018 viene eliminata per imprese e professionisti la possibilità di certificare gli acquisti di carburante ai fini della deducibilità del costo e della detraibilità della relativa IVA tramite le schede carburanti; come sopra evidenziato a partire dalla stessa data, infatti, è fatto obbligo agli esercenti di impianti di distribuzione di carburante per uso di autotrazione di certificare i predetti rifornimenti mediante emissione di fattura elettronica. Pertanto dal 1° luglio 2018  “gli acquisti di carburante per autotrazione effettuati presso gli impianti stradali di distribuzione da parte di soggetti passivi IVA dovranno essere documentati con la fattura elettronica” e il cui pagamento dovrà avvenire esclusivamente attraverso metodologie tracciate (carte di credito, carte di debito o carte prepagate,…ecc.).

All’atto dell’acquisto il gestore dell’impianto provvederà all’invio della relativa fattura elettronica all’Amministrazione finanziaria attraverso il sistema di interscambio (Sdi) e questo permetterà, in capo al fruitore del carburante di dedurne il costo e l’Iva versata.

L’abrogazione della scheda carburante, quindi, avrà i suoi effetti sia in termini di imposte dirette che di Iva con la conseguenza che il mancato rispetto del pagamento tracciabile comporterà l’impossibilità di emissione della fattura elettronica, l’indeducibilità del costo e l’indetraibilità dell’imposta.

La ratio della norma va ricercata nella volontà di eliminare ogni possibile frode nei confronti dell’Erario perpetrabile attraverso l’uso della scheda carburante.

Obbligo dell’acquirente del carburante pagamento con moneta elettronica
Obbligo del venditore del carburante invio all’Amministrazione finanziaria della relativa fattura elettronica

Si presume che la miglior soluzione sarà quella di ricorrere ai contratti di somministrazione del carburante (c.d. contratti di netting) stipulati direttamente con le compagnie petrolifere per l’uso delle tessere carburanti magnetiche al momento dell’erogazione del rifornimento.

Fattura tax fee

Viene rinviato al 1° settembre 2018, l’obbligo di emissione della fattura “tax fee” in formato elettronico, originariamente previsto al 1° gennaio 2018.

Si ricorda come le cessioni interessate sono solamente quelle per le quali il dettagliante richiede al viaggiatore extracomunitario il pagamento dell’Iva che sarà a quest’ultimo rimborsata al momento del ricevimento del ricevimento della fattura di vendita vidimata dalla dogana di uscita.

 

PROROGA DELLE DETRAZIONI SUGLI IMMOBILI E INTRODUZIONE DEL “BONUS VERDE”

Con la Legge di Bilancio per l’anno 2018 sono state prorogate:

  • la detrazione Irpef del 50% in tema di interventi di recupero/ristrutturazione degli edifici esistenti con un limite di spesa di 96.000 euro per ciascun intervento;
  • la detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici, con la novità che quest’ultima detrazione (c.d. “bonus arredi”) sarà riconosciuta per le spese sostenute nel 2018 solamente in presenza di intervento di ristrutturazione iniziato in data successiva al 1° gennaio 2017;
  • la detrazione Irpef/Ires del 65% in tema di interventi di riqualificazione energetica (con l’introduzione di nuove tipologie di interventi agevolabili e la riduzione al 50% della misura della detrazione per alcune tipologie di interventi).

È, inoltre, introdotto dal 1° gennaio 2018 il nuovo bonus verde, detrazione Irpef del 36% delle spese sostenute per ogni abitazione per la sistemazione a verde di aree scoperte, la realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.

La proroga della detrazione Irpef del 50% per il recupero edilizio e del “bonus arredi”

Possono fruire della detrazione Irpef del 50% i possessori o i detentori di immobili residenziali, principalmente per gli interventi di manutenzione straordinaria, di restauro, risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia realizzati tanto sulle singole unità immobiliari quanto su parti comuni di edifici residenziali (in questo caso sono agevolabili anche le manutenzioni ordinarie), nonché sulle relative pertinenze.

La detrazione Irpef del 50% è stata prorogata per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2018, è fruibile in 10 rate annuali di pari importo su un importo massimo di spesa di 96.000 euro per singolo intervento.

Fino al 31 dicembre 2018 è stato prorogato anche il “bonus arredi”. Si tratta della detrazione Irpef del 50% fruibile in 10 rate annuali di pari importo del costo sostenuto per l’acquisto di arredi fissi, mobili e grandi elettrodomestici (rientranti nella categoria A+ ovvero A per i forni) destinati all’immobile abitativo già oggetto di intervento di ristrutturazione, nel limite di spesa di 10.000 euro. Per fruire del “bonus arredi” dal 1° gennaio 2018 il requisito essenziale è avere iniziato interventi di ristrutturazione edilizia che danno diritto alla fruizione della detrazione Irpef del 50% in data successiva al 1° gennaio 2017 ma in ogni caso precedente a quella di sostenimento della spesa per l’acquisto di arredi, mobili o elettrodomestici.

Per quanto riguarda sia gli interventi di recupero edilizio sia il “bonus arredi” la Legge di Bilancio per l’anno 2018 inserisce all’articolo 16, D.L. 63/2013 il nuovo comma 2-bis che sancisce quanto segue:

 

“Al fine di effettuare il monitoraggio e la valutazione del risparmio energetico conseguito a seguito della realizzazione degli interventi di cui al presente articolo, in analogia a quanto già previsto in materia di detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici, sono trasmesse per via telematica all’ENEA le informazioni sugli interventi effettuati. L’ENEA elabora le informazioni pervenute e trasmette una relazione sui risultati degli interventi al Ministero dello sviluppo economico, al Ministero dell’economia e delle finanze, alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano, nell’ambito delle rispettive competenze territoriali.”

Su tale dettato normativo, che impone un nuovo obbligo di comunicazione telematica all’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) si attendono chiarimenti ministeriali, per coglierne gli aspetti operativi.

Le novità per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici

La detrazione Irpef/Ires è concessa quando si eseguono interventi che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti: tutti i soggetti passivi d’imposta (qualsiasi privato o titolare di partita Iva) possono fruirne e non sono previste limitazioni di tipo oggettivo sulla tipologia di immobile sul quale sono eseguiti gli interventi (unità immobiliari esistenti di qualsiasi categoria catastale, non solamente immobili abitativi).

La detrazione Irpef/Ires per la riqualificazione energetica degli edifici è stata prorogata per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2018 ed è fruibile in 10 rate annuali di pari importo, ancorché sia stata prevista la riduzione della detrazione dal 65% al 50% per le seguenti tipologie di spese sostenute dal 1° gennaio 2018:

  • acquisto e posa in opera di finestre e infissi;
  • acquisto e posa in opera di schermature solari;
  • acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatore di calore alimentati da biomasse combustibili (con importo massimo della detrazione fissato a 30.000 euro);
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaia a condensazione con efficienza almeno pari alla classe “A” secondo le specifiche del Regolamento UE 811/2013.

Nuove ipotesi di bonus al 65% fino al 31 dicembre 2018

Prevista la specifica detrazione al 65% anche per i seguenti interventi:

  • acquisto e posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti, che conducano a un risparmio di energia primaria di almeno il 20% (tetto massimo detrazione 100.000 euro);
  • sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi ibridi, con pompa di calore integrata alla caldaia a condensazione, assemblati in fabbrica ed espressamente concepiti dal fabbricante per funzionare in abbinamento tra loro;
  • acquisto e posa in opera di generatori di aria calda a condensazione;
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaia a condensazione con efficienza almeno pari alla classe “A” secondo le specifiche del Regolamento UE 811/2013, unitamente alla installazione di sistemi di termoregolazione evoluti (classi V, VI, VIII della Comunicazione della Commissione UE 2014/207/02).

Riqualificazione energetica con riduzione del rischio sismico (c.d. Sismabonus)

In relazione alle spese per interventi:

  • sulle parti comuni condominiali;
  • di edifici ricadenti in zone sismiche 1, 2 e 3 di cui all’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003, pubblicata nel supplemento ordinario n. 72 alla Gazzetta Ufficiale n. 105 dell’8 maggio 2003;

finalizzati congiuntamente alla riduzione del rischio sismico e alla riqualificazione energetica, è possibile fruire (in alternativa alle rispettive detrazioni già previste) di un bonus dell’80% (riduzione di una classe di rischio) oppure 85% (riduzione 2 classi di rischio) in relazione a un ammontare massimo di spesa di 96.000 euro per ciascuna delle unità che compongono l’edificio.

La detrazione va ripartita in 5 quote annuali.

Quindi riepilogando per la riqualificazione energetica con riduzione del rischio sismico sono previste le seguenti agevolazioni:

bonus terremoto: per le spese sostenute per l’adeguamento antisismico degli edifici ricadenti nelle zone 1 e 2, altissima e alta pericolosità sismica, è prevista una detrazione pari al 50% delle spese per un soglia massima di spesa di 96 mila euro da suddividere in 5 quote annuali di pari importo a partire dall’anno in cui si sono sostenute le spese;

sisma bonus: a partire dal 1° gennaio e fino al 31 dicembre 2021, le famiglie e le imprese, che effettuano interventi di riduzione di rischio sismico di immobili ricadenti nelle zone 1, 2 e 3 spetta:

– detrazione spese al 70%: se c’è il passaggio ad una classe inferiore di rischio terremoto;

– detrazione all’80% se i lavori determinano la riduzione di 2 classi di rischio;

sisma bonus condomini: fino 31 dicembre 2021, per gli interventi di riduzione rischio sismico effettuati sulle parti comuni dei condomini e intero edificio, spetta:

– sisma bonus con detrazione del 75% se gli interventi portano al passaggio di una classe inferiore;

– sisma bonus con detrazione fino all’85% se il passaggio è di due classi.

Saranno comunque emanati a breve nuovi decreti che definiranno i requisiti tecnici e i massimali di spesa per ogni tipologia di intervento agevolabile (fino a quella data rimangono in vigore i requisiti tecnici ed i massimali già previsti).

Per beneficiare di tutte le agevolazioni relative alla riqualificazione energetica sarà necessario acquisire:

  • l’asseverazione che consente di dimostrare che l’intervento realizzato è conforme ai requisiti tecnici richiesti;
  • l’attestato di certificazione o qualificazione energetica;
  • la scheda informativa relativa agli interventi realizzati.

L’asseverazione, l’attestato di certificazione/qualificazione energetica e la scheda informativa devono essere rilasciati da tecnici abilitati alla progettazione di edifici e impianti nell’ambito delle competenze ad essi attribuite dalla legislazione vigente, iscritti ai rispettivi ordini e collegi professionali. Entro 90 giorni dalla fine dei lavori occorre trasmettere all’ENEA copia dell’attestato di certificazione o qualificazione energetica e la scheda informativa.

Oggetto di intervento da parte della Legge di Bilancio per l’anno 2018 è stata anche la facoltà di cedere il credito fiscale connesso agli interventi di riqualificazione energetica a terzi (banche, fornitori, etc.): fino al 31 dicembre 2017 tale disposizione è stata poco applicata in quanto la cessione del credito riguardava esclusivamente gli interventi effettuati sulle parti comuni condominiali. Dal 1° gennaio 2018 la facoltà di cedere il credito corrispondente alla detrazione del 50% o del 65% a terzi per la riqualificazione energetica degli edifici è consentita a tutti i soggetti che sostengono la spesa (indipendentemente che si tratti di un soggetto “capiente” o meno) e per qualsiasi tipologia di intervento agevolabile su ogni singola unità immobiliare (pertanto, non più solamente per i lavori sulle parti comuni condominiali).

 

Si ricorda alla gentile Clientela che per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici importante è definire il momento rilevante che determina il sostenimento della spesa:

·      per i privati (persone fisiche, professionisti, condomini, enti non commerciali, etc.) il sostenimento della spesa rileva secondo il criterio di cassa, cioè alla data di pagamento delle fatture;

·      per i soggetti esercenti attività di impresa (ditte individuali, società di persone, società di capitali, etc.) il sostenimento della spesa rileva secondo il criterio di competenza economica, cioè alla data di consegna o spedizione per gli acquisti di beni mobili ovvero alla data dell’ultimazione della prestazione per i servizi (ad esempio nei contratti di appalto).

 

Il “bonus verde” in vigore dal 1° gennaio 2018

Dal 1° gennaio 2018 è introdotta la nuova detrazione Irpef del 36% delle spese sostenute dal possessore o detentore di un immobile abitativo (e relative pertinenze), con una soglia massima di 5.000 euro per ciascuna unità immobiliare, per interventi di:

  • sistemazione a verde di aree private scoperte, recinzioni, impianti di irrigazione e pozzi;
  • realizzazione di coperture a verde e giardini pensili;
  • spese di progettazione e manutenzione connesse all’esecuzione di tali interventi.

La nuova detrazione Irpef interessa solamente le persone fisiche detentrici di unità immobiliari residenziali ed è estesa anche agli interventi realizzati su parti comuni esterne di edifici condominiali fino ad un importo massimo complessivo di 5.000 euro per singola immobiliare a uso abitativo. In tale ipotesi la detrazione spetta al singolo condomino nel limite della quota a lui imputabile a condizione che la stessa sia stata effettivamente versata, con strumenti idonei a garantire la tracciabilità delle operazioni, al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi.

La detrazione Irpef del 36% (“bonus verde”) è fruibile in 10 rate annuali di pari importo.

 

PROROGA CON MODIFICHE ALLA DISCIPLINA DI SUPER E IPER AMMORTAMENTI

Come atteso, ed anticipato in precedente informativa, la Legge di Bilancio per il 2018 (commi da 29 a 36 dell’articolo 1, L. 205/2017) ha disposto la proroga delle discipline di incentivo all’investimento in beni strumentali, definite super ammortamento e iper ammortamento; non si tratta però di proroghe “semplici”, nel senso che l’estensione di un ulteriore anno alla finestra nella quale è possibile realizzare l’investimento in beni agevolati porta con sé alcune modifiche (tra le quali, come tra un attimo si dirà, anche la riduzione della misura di beneficio attribuita al primo dei bonus trattati).

Super ammortamento: proroga e novità

Al fine di incentivare gli investimenti in beni strumentali nuovi è prevista un’agevolazione che consente una maggiore deduzione

  • del costo sostenuto per l’acquisto in proprietà di beni strumentali materiali nuovi (beneficiabile quindi tramite una maggiorazione della quota di ammortamento deducibile);
  • del canone di leasing di competenza (sul punto l’Agenzia delle entrate ha precisato che la maggiorazione riguarda solo la quota capitale e non anche la quota interessi).

Tale maggiorazione, che viene beneficiata sull’arco dell’orizzonte temporale nel quale viene dedotto l’ammortamento, è pari al 30% del costo sostenuto per il bene strumentale; rispetto alla precedente misura del 40%, gli acquisti effettuati dal 1 gennaio 2018 beneficeranno quindi di un bonus inferiore.

Nella sostanza, se dal 2018 effettuo un acquisto di un bene agevolabile per l’importo di 100, il costo sostenuto di tale bene potrà essere dedotto per 130, ma questo importo aggiuntivo di 30 sarà dedotto non nell’anno di acquisizione, ma tenendo conto del periodo nel quale il bene viene ammortizzato. Tale maggior deduzione non viene imputata a Conto economico, ma viene ottenuta in sede di compilazione della dichiarazione dei redditi.

La proroga, come detto, è di un anno. In particolare, la Legge di Bilancio dispone la spettanza dell’agevolazione per i beni strumentali nuovi:

  • acquisiti dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2018, ovvero
  • acquisiti entro il 30 giugno 2019, se l’investimento è avviato nel 2018 con versamento di un acconto al fornitore almeno in misura pari al 20% del costo di acquisizione.

Si ricorda il momento nel quale l’investimento si considera realizzato, aspetto necessario per verificare se, e in che misura, l’investimento risulti essere agevolato:

Beni mobili Consegna o spedizione
Appalto Ultimazione prestazione (con rilevanza di eventuali stati di avanzamento dei lavori – SAL)
Beni acquisiti in leasing Data consegna all’utilizzatore

La Legge di Bilancio interviene anche in relazione ai beni che devono essere esclusi dall’agevolazione, disponendo che dal 1° gennaio 2018 non rilevano in ogni caso gli acquisti di mezzi di traposto di cui all’articolo 164, comma 1, Tuir; questo significa che oltre alle “ordinarie” autovetture a deducibilità limitata e alle vetture date in uso promiscuo ai dipendenti per la maggior parte del periodo d‘imposta, ipotesi già escluse lo scorso anno dal bonus, dal 2018 non saranno agevolabili neppure le vetture destinate a uso strumentale (quali i taxi, nonché gli autoveicoli delle società di noleggio e delle autoscuole).

Rimangono esclusi altresì dal bonus (ma per questi nulla è cambiato):

  • i beni strumentali materiali con coefficiente di ammortamento inferiore al 6,5%;
  • i fabbricati e le costruzioni;
  • i beni compresi in particolari gruppi.

Iper ammortamento: proroga e novità

La scorsa Legge di Bilancio aveva introdotto, accanto al super ammortamento, una disciplina particolarmente incentivante per gli investimenti ad elevato impatto tecnologico: si tratta di beni nuovi finalizzati a favorire processi di trasformazione tecnologica/digitale delle imprese, ricompresi nell’Allegato A della L. 232/2016, ai quali viene attribuito un incremento del costo deducibile pari al 150% (quindi, un bene di costo 100, può essere dedotto per 250). Anche in questo caso, la deduzione non avviene un’unica soluzione all’atto dell’acquisto, ma segue il processo di ammortamento del bene.

La Legge di Bilancio per il 2018 dispone la proroga anche di questo bonus, in maniera analoga a quanto previsto per i super ammortamenti. Sono infatti agevolabili i beni strumentali nuovi:

  • acquisiti dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2018, ovvero
  • acquisiti entro il 31 dicembre 2019 (in questo caso l’orizzonte temporale è maggiore), se l’investimento è avviato nel 2018 con versamento di un acconto almeno in misura pari al 20% del costo di acquisizione.

Gli stessi soggetti che effettuano nello stesso periodo investimenti in beni immateriali strumentali di cui all’Allegato B, L. 232/2016, potranno procedere ad ammortamento degli stessi con una maggiorazione del 40%. A tale categoria la Legge di Bilancio aggiunge le seguenti fattispecie di investimento:

  • sistemi di gestione della supply chain finalizzata al drop shipping nell’e-commerce;
  • software e servizi digitali per la fruizione immersiva, interattiva e partecipativa, ricostruzioni 3D, realtà aumentata;
  • software, piattaforme e applicazioni per la gestione e il coordinamento della logistica con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio (comunicazione intra-fabbrica, fabbrica-campo con integrazione telematica dei dispositivi on-field e dei dispositivi mobili, rilevazione telematica di prestazioni e guasti dei dispositivi on-field).

Si segnala infine una specifica previsione introdotta dalla Legge di Bilancio 2018 al fine di mantenere l’agevolazione iper ammortamento quando si sostituisce un bene agevolato (nel qual caso verrebbe normalmente meno il beneficio, interrompendosi l’ammortamento del bene stesso) con altro bene con analoghe caratteristiche. Qualora, nel corso del periodo di fruizione della maggiorazione del costo, si verifica il realizzo a titolo oneroso del bene oggetto dell’agevolazione, non viene meno la fruizione delle residue quote del beneficio originario se, nello stesso periodo d’imposta del realizzo, l’impresa:

  1. sostituisce il bene originario con un bene materiale strumentale nuovo avente caratteristiche tecnologiche analoghe o superiori a quelle previste dall’allegato A;
  2. attesta l’effettuazione dell’investimento sostitutivo, le caratteristiche del nuovo bene e il requisito dell’interconnessione.

Nel caso in cui il costo di acquisizione dell’investimento sostitutivo sia inferiore al costo di acquisizione del bene sostituito e ricorrano le altre condizioni previste alle lettere a) e b), la fruizione del beneficio prosegue per le quote residue fino a concorrenza del costo del nuovo investimento.

 

 

TASSAZIONE AL 26% DI TUTTI I DIVIDENDI E CAPITAL GAIN

La Legge di Bilancio per il 2018 interviene ad uniformare la disciplina dei dividendi, stabilendo un identico trattamento per i dividendi provenienti da partecipazioni qualificate e non, con applicazione di un prelievo fisso al 26% quando il percettore sia persona fisica che non agisce nell’esercizio dell’impresa; analoga previsione (ossia applicazione dell’imposta sostitutiva al 26% per tutte le partecipazioni) interessa anche il capital gain, ossia la plusvalenza che si viene a generare al momento della cessione.

Da notare come sia prevista una disciplina transitoria per i dividendi, applicabile alle distribuzioni avvenute nei primi 5 anni di applicazione della nuova disciplina.

La nuova tassazione dei dividendi

Tradizionalmente la tassazione dei dividendi erogati da società di capitali, quando percepiti da persone fisiche non esercenti attività d’impresa, risulta distinta a seconda della caratura della partecipazione:

  • socio titolare di partecipazione qualificata (percentuale di partecipazione al capitale superiore al 25% o percentuale spettante di diritto di voto superiore al 20%). In questo caso la tassazione avviene con concorrenza di una quota parte del dividendo alla formazione del reddito complessivo del percettore come da tabella che segue (tali misure di rilevanza sono state recentemente modificate ad opera del DM 26 maggio 2017);
Utili formati in capo alla società sino al 2007 40%
Utili formati in capo alla società dal 2008 al 2016 49,72%
Utili formati in capo alla società dal 2017 58,14%
  • socio titolare di partecipazione non qualificata (quindi che non raggiunge i target del punto precedente). In questo caso la tassazione avviene in modo definitivo mediante trattenuta di una ritenuta a titolo di imposta del 26% (quindi il socio non deve inserire tale reddito nella propria dichiarazione in quanto la società che eroga il dividendo provvedere a trattenere l’imposta dovuta).

Come detto, la Legge di Bilancio, in relazione ai dividendi percepiti dal 1 gennaio 2018, introduce una modalità di tassazione uniforme per tutte le partecipazioni detenute da persone fisiche, indipendentemente dalla caratura, estendendo alle qualificate il prelievo alla fonte a titolo d’imposta già previsto per le non qualificate: i dividendi (e le remunerazioni derivanti da contratti di associazione in partecipazione con apporto di capitale), sulla base della nuova disciplina introdotta, risultano pertanto assoggettati ad una ritenuta alla fonte a titolo d’imposta (quindi il prelievo è definitivo) pari al 26%, a prescindere dalla qualificazione della partecipazione o dell’apporto all’associazione in partecipazione.

Tuttavia, al fine di non imporre un trattamento peggiorativo, il ché accade quando il socio ha redditi limitati, in quanto la tassazione sostitutiva comporta un prelievo più significativo rispetto a quello che si avrebbe facendo concorrere (parte) del dividendo al reddito complessivo, viene disposta una disciplina transitoria obbligatoria. Viene infatti previsto che alle distribuzioni di utili derivanti da partecipazioni qualificate in soggetti Ires formatesi con utili prodotti fino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2017 e deliberate dal 2018 al 2022, rimane applicabile la disciplina previgente, così come da ultimo innovata con D.M. 26 maggio 2017.

Malgrado la norma non le contempli, si ritiene che il medesimo trattamento (applicazione delle regole previgenti) interessi anche utili distribuiti dal 2018 ma relativi a deliberazioni assunte entro il 31 dicembre 2017.

Da notare che la nuova disciplina non interessa in ogni caso le partecipazioni detenute tramite società di persone/di capitali ovvero da persone in regime d’impresa individuale.

Capital gain

Come detto, la stessa equiparazione di trattamento già prevista per i dividendi è introdotta anche con riferimento al capital gain che si genera al momento della cessione della partecipazione.

La disciplina previgente stabiliva un diverso prelievo a seconda della caratura della partecipazione:

  • per le partecipazioni qualificate concorreva al reddito complessivo una quota della plusvalenza realizzata (anche questa misura si era modificata nel corso del tempo, come accaduto per i dividendi; recentemente il D.M. 26 maggio 2017 l’aveva posta pari al 58,14% per le cessioni intervenute dal 1° gennaio 2018);
  • per le partecipazioni non qualificate la plusvalenza scontava invece una tassazione sostitutiva del 26%.

La Legge di Bilancio per il 2018 elimina la differenziazione basata sulla caratura della partecipazione, estendendo anche in questo caso il trattamento già previsto per le non qualificate, portando entrambe le fattispecie reddituali a scontare una imposizione fissa del 26%.

Le nuove disposizioni riguardano i redditi realizzati – quindi le cessioni effettuate – a decorrere dal 1° gennaio 2019, indipendentemente da quando sia avvenuto l’incasso del corrispettivo; pertanto, se una partecipazione sarà ceduta nel 2018 ma il corrispettivo sarà incassato nel 2019, il reddito sarà da imputarsi al 2019, ma con applicazione delle vecchie regole (vale principio di cassa).

 

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