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Novità Fiscali

Trattamento Iva delle prestazioni rese dalle banche depositarie in seguito all'emanazione del Dlgs 18 aprile 2016 n. 71


Con la risoluzione n. 26/E del 6 aprile 2018 l'Agenzia delle Entrate interviene sul trattamento Iva delle prestazioni rese dalle banche depositarie di Oicr nei confronti delle Sgr. Dopo le modifiche normative introdotte dal Dlgs 71/2016, l'incidenza delle attività soggette a imposta non può più essere calcolata nella misura del 28,3% del corrispettivo pattuito così come stabilito dall'Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 97/E del 17 dicembre 2013. Il decreto legislativo citato, di recepimento della direttiva 2014/91/Ce, ha modificato il Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, eliminando la possibilità per le Sgr di 'affidare' alla banca depositaria il calcolo del valore della quota delle parti degli Oicr e lasciando quale unica opzione la possibilità di delegare tale attività alla banca depositaria secondo il regime dell'esternalizzazione, a condizione, tuttavia, che si provveda a separare, sotto il profilo gerarchico e funzionale, l'espletamento delle funzioni di depositario dagli altri compiti potenzialmente confliggenti. La Banca d'Italia, successivamente, ha adeguato il testo del regolamento sulla gestione collettiva del risparmio alle nuove disposizioni, introducendo nel compenso spettante alla Sgr una nuova componente rappresentata dal 'costo per il calcolo del valore della quota, che dovrà essere avvalorata sia nel caso di svolgimento diretto da parte della Sgr di tale attività, sia nel caso in cui sia esternalizzata a terzi'. In questo modo è venuta meno la possibilità per le Sgr di delegare al depositario il calcolo del valore delle parti degli Oicr in base al modello dell'affidamento. Tale attività può essere ora svolta dalla banca depositaria per conto del gestore esclusivamente secondo il 'regime di esternalizzazione'.
Dal radicale mutamento del quadro normativa consegue che il modello teorico elaborato nel 2013 non può più essere utilizzato per la corretta determinazione del regime Iva applicabile ai corrispettivi delle prestazioni rese dalle banche depositarie di Oicr nei confronti delle Sgr. Inoltre, la percentuale di imponibilità del 28,3% non è più adeguata a quantificare le attività imponibili Iva rispetto al totale delle attività prestate indistintamente dalle banche depositarie, essendo il risultato di un'analisi che includeva nella forfetizzazione anche il calcolo del valore delle parti degli Oicr, secondo il modello dell'affidamento, oggi non più consentito.

(Vedi risoluzione n. 26 del 2018)

Iper ammortamento – Ulteriori chiarimenti sui termini per l'acquisizione delle perizia giurata da parte dell'impresa


L'Agenzia delle Entrate dedica la risoluzione n. 27/E del 9 aprile 2018 all'iper ammortamento per gli investimenti strumentali finalizzati alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello 'Industria 4.0'. Per beneficiare della maggiorazione al 150% e del 40% i beni materiali e immateriali devono rispettare il requisito della interconnessione. Interconnessione che deve risultare dalla dichiarazione del legale rappresentante, dalla perizia tecnica giurata o dall'attestato di conformità. L'impresa deve acquisire tali documenti entro il periodo di imposta in cui il bene entra in funzione ovvero, se successivo, entro il periodo di imposta in cui il bene è interconnesso al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. Non è previsto un termine entro il quale devono essere acquisiti i documenti attestanti la sussistenza dei requisiti necessari per l'agevolazione. Nell'ipotesi in cui l'acquisizione dei documenti avvenga in un periodo di imposta successivo a quello di interconnessione, la fruizione dell'agevolazione deve iniziare dal periodo di imposta in cui i documenti vengono acquisiti. Pertanto, l'assolvimento dell'onere documentale nel periodo d'imposta successivo all'interconnessione non ostacola la spettanza dell'agevolazione, ma produce uno slittamento del momento dal quale si inizia a fruire del beneficio.

(Vedi risoluzione n. 27 del 2018)

Chiarimenti in merito al regime fiscale delle società di capitali che hanno optato per la tassazione catastale


Con la risoluzione n. 28/E dell'11 aprile 2018 l'Agenzia delle entrate risponde ai quesiti formulati da una società agricola (una Srl) che ha chiesto chiarimenti in merito al regime fiscale delle società di capitali che hanno optato per il regime c.d. 'catastale'. Il primo dei quesiti ai quali l'ufficio risponde è quello che appare di maggiore interesse. La società istante, una Srl, ha tutti i requisiti per applicare le disposizioni contenute nella legge 296/2006 che consentono alle società agricole di adottare ai fini delle imposte sui redditi il sistema di tassazione catastale. La società fa presente di non aver esercitato nella prima dichiarazione Iva annuale, l'opzione prevista per il predetto regime. L'Amministrazione finanziaria chiarisce che le società agricole in possesso dei requisiti per la determinazione del reddito su base catastale, possono applicare il principio del comportamento concludente in caso di assenza di manifestazione di opzione. Dunque, l'ufficio salvaguardia il principio recato dall'articolo 1 del Dpr 442/1997 ferma restando la sanzionabilità (in via residuale) della circostanza afferente la mancata espressione dell'opzione. Sempre le società agricole possono far parte di un consolidato e, nella determinazione del reddito, procedere alla rateizzazione delle plusvalenze conseguite per la cessione degli immobili.

(Vedi risoluzione n. 28 del 2018)

Premi di risultato e welfare aziendale – le novità della legge di Bilancio 2018


L'Agenzia delle Entrate dedica la circolare n. 5/E del 29 marzo 2018 alla detassazione dei premi di risultato e al nuovo regime fiscale d'incentivo al welfare aziendale. I chiarimenti concernono la detassazione, prevista dalla legge di Stabilità 2016, sui premi di risultato collegati ad incrementi di produttività. La misura è stata oggetto di modifica ad opera della legge di Bilancio 2017 e, successivamente, dal dl 50/2017, convertito con modificazioni nella legge n. 96/2017. Anche la legge di Bilancio 2018 si è espressa a riguardo. I lavoratori dipendenti del settore privato possono beneficiare dell'imposta sostitutiva per i premi di risultato, a condizione che nell'anno precedente a quello di percezione del premio abbiano maturato reddito da lavoro dipendente non superiore a 80mila euro. Il nuovo limite (prima era di 50mila euro annui) si applica a partire dai premi di risultato erogati nel 2017, anche se maturati in precedenza. La legge n. 232/2016 ha innalzato, dal 2017, l'importo del premio assoggettabile a imposta sostitutiva a 3mila euro o 4mila euro in caso di premio erogato da aziende che adottano il coinvolgimento paritetico dei lavoratori nell'organizzazione del lavoro. Per queste aziende il dl 50/2017 ha previsto, riguardo ai contratti stipulati dopo il 24 aprile 2017, in luogo dell'innalzamento del limite agevolabile (a 4mila euro), la riduzione dell'onere contributivo su una parte del premio. Al datore di lavoro è concesso di ridurre il proprio carico contributivo di 20 punti percentuali relativamente a una porzione di premio del risultato agevolabile non superiore a 800 euro, e al lavoratore di non versare su tale importo i contributi a proprio carico.
Al fine di potenziare l'accesso al regime sostitutivo, dal 2017, è stata riconosciuta al lavoratore la facoltà di convertire il premio anche in benefit aziendali, ossia uso dell'auto aziendale, prestiti dal datore di lavoro, alloggi gratuiti e biglietti ferroviari. Tali benefit, erogati a richiesta del dipendente in sostituzione e nei limiti di valore del premio agevolabile, sono assoggettati a tassazione ordinaria.
Accanto agli incentivi fiscali, previsti a favore dei lavoratori, la legge prevede uno sgravio contributivo a vantaggio di datori di lavoro e lavoratori. La detassazione e la decontribuzione sono riservate solo al settore privato e unicamente ai lavoratori dipendenti. Abbiamo già parlato della misura degli incentivi riservati ai titolari di reddito di lavoro dipendente. E' bene, tuttavia, precisare che la decontribuzione si applica solo ai premi di risultato erogati in esecuzione di contratti, aziendali o territoriali, stipulati dopo l'entrata in vigore del dl 50/2017, cioè dopo il 24 aprile 2017. Il doppio incentivo, fiscale e contributivo, si applica anche ai contratti modificati o integrati dopo il 24 aprile 2017 al fine di prevedere il coinvolgimento dei lavoratori. Il primo incentivo, di tipo fiscale, prevede l'applicazione dell'imposta sostitutiva al 10%, in luogo dell'Irpef ordinaria. Il secondo, di tipo contributivo, riconosce lo sgravio a favore dei datori di lavoro e dei lavoratori fino a un importo massimo di 800 euro di premio erogato. La detassazione si applica ai premi di risultato la cui corresponsione è legata a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione; alle somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell'impresa; allo scambio di premi/utili con benefit aziendali. La decontribuzione si applica solo a premi e utili.
Il premio di risultato può essere differente perché tiene conto delle performance individuali. La condizione per l'applicazione dell'imposta sostitutiva è il conseguimento da parte dell'azienda di un risultato incrementale.
Dal 2017 non concorrono a formare il reddito d lavoro dipendente i contributi e/o i premi versati dal datore di lavoro per le polizze vita volte ad assicurare le terapie di lungo corso e le malattie gravi. La legge di Bilancio 2018 ha previsto la non imponibilità del valore degli abbonamenti per il trasporto pubblico locale, regionale e interregionale forniti, anche sotto forma di anticipazione o rimborso parziale o integrale, al lavoratore o ai suoi familiari fiscalmente a carico.
L'erogazione del premio di risultato deve avvenire solo dopo la verifica del risultato conseguito dall'azienda. Il datore di lavoro che accerti ex post che il premio erogato è conforme ai presupposti di legge, può applicare l'imposta sostitutiva conguagliando le maggiori trattenute operate, o con la prima retribuzione utile o entro la data di effettuazione delle operazioni di conguaglio. Se, per circostanze oggettive, tale verifica non possa essere eseguita prima delle operazioni di conguaglio, l'azienda, per consentire al dipendente di usufruire dell'agevolazione in sede di dichiarazione dei redditi, emetterà una nuova Certificazione unica, che andrà ritrasmessa alle Entrate. In tal caso, per il tardivo invio della nuova Cu non si applicheranno le sanzioni. Inoltre, la circolare precisa che il regime fiscale agevolato può trovare applicazione anche all'acconto di premio di risultato a patto che sia riscontrabile al momento della relativa erogazione un incremento in linea con l'obiettivo individuato dal contratto. Se al termine del 'periodo congruo' non si registra nessun incremento, il datore di lavoro che abbia già versato acconti di premio dovrà emettere una nuova Cu e recuperare le minori imposte versate in applicazione dell'imposta sostitutiva o indicare al dipendente di provvedervi in sede di dichiarazione.

(Vedi circolare n. 5 del 2018)

Attribuzione del codice M403, nell'Archivio Comuni e Stati Esteri, per il nuovo Comune di Corigliano-Rossano, in provincia di Cosenza, istituito a seguito della fusione dei Comuni di Corigliano Calabro e Rossano


L'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 25/E del 30 marzo 2018, ha attribuito il codice amministrativo nazionale M403 al nuovo Comune di Corigliano-Rossano, in provincia di Cosenza, istituito a seguito della fusione dei Comuni di Corigliano Calabro e Rossano. Il codice M403 è efficace dal 31 marzo 2018. Viene quindi aggiornato l'Archivio Comuni e Stati Esteri.
(Vedi risoluzione n. 25 del 2018)