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Novità Fiscali

Imputazione degli utili al convivente di fatto che presta stabilmente la propria opera nell'impresa del proprio convivente


Con la risoluzione n. 134/E del 26 ottobre 2017 l'interpellante chiede chiarimenti in merito alla possibilità di conferire, a decorrere dall'anno d'imposta 2017 ed in applicazione della legge Cirinnà che ha regolamentato le unioni civili tra persone dello stesso sesso e ha disciplinato le convivenze, una parte degli utili alla sua convivente. Il quesito ha oggetto il corretto trattamento fiscale della quota imputabile alla convivente di fatto. La scelta del legislatore di introdurre una disciplina specifica per il convivente, diversa da quella dell'impresa familiare, riflette l'intenzione di mantenere su posizioni differenti la collaborazione del convivente rispetto a quella del familiare. La disciplina recata dall'art. 230-ter c.c. presuppone: a) il rapporto di convivenza; b) lo svolgimento stabile di prestazioni di lavoro; c) l'esistenza di un'impresa cui risulti connessa la prestazione lavorativa. Si applica quando non sia configurabile un rapporto di società o di lavoro subordinato. In merito all'istanza formulata, il documento di prassi amministrativa, alla luce dei chiarimenti del Mef contenuti nella circolare 40/1976 sul concetto di impresa familiare, ritiene che il reddito spettante alla convivente di fatto derivante dalla partecipazione agli utili dell'impresa del convivente sia a lei imputabile in proporzione alla sua quota di partecipazione.

(Vedi risoluzione n. 134 del 2017)