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Novità Fiscali

La disciplina dei beni significativi alla luce della norma di interpretazione autentica introdotta dalla legge di bilancio 2018


Con la circolare n. 15/E del 12 luglio 2018 l'Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti in merito alla disciplina dei c.d. 'beni significativi' di cui all'art. 7, comma 1, lettera b) della legge n. 488/1999 e al decreto del Mef 29 dicembre 1999, oggetto della norma di interpretazione autentica introdotta dalla legge di Bilancio 2018. La prima precisa che sono soggetti all'imposta sul valore aggiunto con l'aliquota del 10% gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria e quelli di ristrutturazione edilizia realizzati su fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata. Con il decreto del Mef, invece, sono stati individuati i beni che costituiscono una parte significativa del valore delle forniture effettuate nell'ambito delle prestazioni ('beni significativi') ai quali l'aliquota ridotta si applica fino a concorrenza del valore complessivo della prestazione relativa all'intervento di recupero, al netto del valore dei predetti beni. Scopo della norma è agevolare le prestazioni di servizi aventi ad oggetto la realizzazione degli interventi di recupero. L'agevolazione, oltre a comprendere le prestazioni di servizi rese, racchiude anche le materie prime e semilavorate nonché i beni necessari per realizzare gli interventi, a condizione che siano forniti dal soggetto che ha eseguito i lavori.
Il dm del 29 dicembre 1999 individua i seguenti 'beni significativi': ascensori e montacarichi, infissi, caldaie, videocitofoni, apparecchiature di condizionamento e riciclo dell'aria, sanitari e rubinetterie da bagno, impianti di sicurezza. Si tratta di beni per i quali il valore assume una certa rilevanza rispetto a quello delle forniture effettuate nell'ambito degli interventi di recupero del patrimonio edilizio. L'elenco è tassativo, in quanto la limitazione all'applicazione dell'aliquota Iva al 10% opera solo in relazione ai beni indicati dal decreto ministeriale. L'Agenzia, tuttavia, precisa che vanno considerati 'beni significativi' anche quelli che hanno le stesse funzionalità dei beni elencati. Pensiamo, ad esempio, alle stufe a pellet che se utilizzate per riscaldare l'acqua possono essere assimilate alle caldaie, cioè a 'beni significativi'.
Per tutti i beni diversi da quelli elencati nel dm 29 dicembre 1999 vale il principio generale in base al quale il valore relativo confluisce in quello della prestazione di servizi soggetto ad Iva con aliquota del 10%. Per quanto concerne le parti staccate dei beni significativi, solo se connotate da autonomia funzionale rispetto al manufatto principale non sono comprese nel valore del bene significativo, ai fini della verifica della quota di valore non soggetta ad aliquota al 10%. Diversamente, se la parte staccata concorre alla normale funzionalità dei beni significativi ed è, dunque, priva di una propria autonomia funzionale, la stessa deve essere considerata parte integrante dei medesimi beni. In tal caso, il valore della parte staccata deve confluire, ai fini della determinazione del limite cui applicare l'Iva al 10%, nel valore dei beni significativi. A titolo di esempio pensiamo alla sostituzione del bruciatore della caldaia già installata. Sebbene il bruciatore non presenti un'autonomia funzionale rispetto alla caldaia, il valore dello stesso confluisce nel valore della prestazione di servizi; ciò, in quanto nell'intervento non viene fornito il bene significativo, cioè la caldaia, ma solo un componente dello stesso.
Dunque, il valore delle parti staccate del 'bene significativo' confluisce in quello della prestazione solo se tali parti sono connotate da una propria autonoma funzione.
Il documento di prassi amministrativa fornisce degli esempi in merito alla qualificazione di tapparelle, scuri, veneziane, zanzariere, inferriate o grate di sicurezza. Tali sistemi sono generalmente autonomi rispetto agli infissi e il loro costo non viene attratto da quello di questi ultimi. Ma nel caso in cui le tapparelle o le zanzariere siano strutturalmente integrate negli infissi, il loro valore, ai fini dell'applicazione dell'aliquota agevolata, confluisce in quello dei beni significativi. Le grate di sicurezza non sono riconducibili ai beni significativi elencati nel dm e non possono essere considerate parti o componenti separate degli infissi. Pertanto ai fini dell'applicazione dell'Iva del 10% all'intervento di manutenzione, il loro valore non assume autonoma rilevanza e non deve confluire nel valore degli infissi ma nel valore complessivo della prestazione soggetta all'aliquota del 10%.
In merito alla determinazione del valore da imputare ai beni significativi, la circolare precisa che da questo deve essere escluso il mark-up cioè il margine aggiunto dal prestatore al costo di produzione o al costo di acquisizione del bene significativo per determinare il prezzo finale di cessione. Ciò che rileva, dunque, è solo il costo originario del bene significativo.
Per quanto concerne le modalità di fatturazione dell'intervento agevolato la circolare afferma che il prestatore è tenuto ad indicare, oltre al corrispettivo complessivo dell'operazione, comprensivo del valore dei beni significativi forniti nell'ambito dell'intervento, anche il valore degli stessi beni, evidenziando separatamente l'ammontare dell'imposta con applicazione dell'aliquota del 10% e quello risultante dall'applicazione dell'aliquota ordinaria.
Avendo natura interpretativa la norma esplica efficacia retroattiva. Eventuali comportamenti difformi rispetto alle disposizioni previste dalla norma di interpretazione autentica, tenuti dai contribuenti fino al 31 dicembre 2017, non possono essere contestati mentre andranno abbandonate le contestazioni già operate. Resta precluso il rimborso dell'imposta che sia stata applicata in misura maggiore sulle operazioni effettuate entro la predetta data.

(Vedi circolare n. 15 del 2018)