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Rassegna Fiscale

Avvertimento Ue sul debito

II Sole 24 Ore - Pagina 2


E' atteso per oggi il giudizio dell'esecutivo comunitario sulla legge di bilancio. Bruxelles appare divisa tra chi privilegia la mano pesante e chi opta per un atteggiamento più soft. La seconda sembra la più probabile. La valutazione della Commissione Ue ha l'obiettivo di correggere il tiro della manovra in corso d'opera, sempre nel tentativo di risanare i conti pubblici nazionali. La Finanziaria 2018 prevede una riduzione del deficit strutturale dello 0,3% del Pil, rispetto a un obiettivo di risanamento dello 0,6% del Pil. A metà novembre il commissario agli Affari monetari, Pierre Moscovici ha fatto notare che secondo i calcoli di Bruxelles la manovra consentirebbe una riduzione del disavanzo di appena lo 0,1% del Pil. Negli ultimi mesi la Commissione Ue ha lasciato intendere che la manovra 2018 non permetterebbe una riduzione del disavanzo strutturale dello 0,3%. Per questo ha annunciato l'invio di una lettera all'Italia per spingerla al rispetto del Patto di Stabilità.

Web tax, credito d'imposta per le imprese italiane

II Sole 24 Ore - Pagina 3


La regolamentazione dell'economia digitale creerebbe un problema di doppia tassazione per le imprese italiane e per quelle che avendo già una stabile organizzazione in Italia, pagano le imposte qui. Il Governo in accordo con la maggioranza sta lavorando per calibrare un emendamento al Ddl di Bilancio. Due le opzioni allo studio. La prima riguarda il perno della nuova web tax, ossia una cedolare del 6% sui ricavi da attività digitale prodotti in Italia che verrebbe bilanciata per le aziende residenti o con stabile organizzazione da una detrazione dell'imposta versata. La seconda potrebbe passare, invece, dal riconoscimento di un credito d'imposta da sfruttare in compensazione. Ipotesi quest'ultima che consentirebbe di superare il limite rappresentato dall'impossibilità di utilizzo per gli incapienti, cioè per coloro che non hanno abbastanza imposte da versare. A livello internazionale sono attese le prossime mosse in sede Ocse e Ue. Il commissario Vestager ha detto che senza una proposta a livello internazionale Bruxelles avanzerà un proprio progetto. (Ved. anche Italia Oggi: 'Ue, WebTax anche senza Ocse' – pag. 42)

E-fattura a quota 23,5 milioni di invii

II Sole 24 Ore - Pagina 3


Il Ddl di Bilancio 2018 prevede che l'obbligo della fattura elettronica nelle operazioni B2B debutti in due tempi, ma l'esperienza maturata per gli invii verso la Pa è già significativa. Nei primi dieci mesi dell'anno sono circa 23,5 milioni i file passati attraverso il Sistema di interscambio (Sdi) dell'Agenzia delle Entrate diretti verso le Pa centrali e locali che poi procedono al pagamento dei loro fornitori. Come ha detto il ministro dell'Economia Padoan resta prioritario intensificare la digitalizzazione del sistema economico ed estendere la fatturazione elettronica, considerando che il flusso attuale è di 2,5 milioni di fatture al mese. Si tratta di uno strumenti imprescindibile nella lotta all'evasione. Nel dettaglio emerge che la Lombardia è al top con 3,3 milioni di documenti digitali, l'85,3% dei quali riguarda fatture verso Pa locali. Il Lazio, invece, secondo per invii a livello nazionale, ha il 62,4% dei documenti indirizzati alla Pa centrale. (Ved. anche Italia Oggi: 'Fatturazione elettronica prioritaria' – pag. 27)

La stretta Ace pesa sull'acconto Ires

II Sole 24 Ore - Pagina 27


I soggetti Ires che intendono versare l'acconto 2017 con il metodo storico devono considerare che l'imposta relativa al 2016, che ne costituisce la base di calcolo, deve essere rideterminata applicando, per l'Ace, il minor rendimento nozionale dell'1,6%, in luogo del rendimento del 4,75% precedentemente vigente. Viceversa non è necessario rideterminare il dato 2016 per tenere conto delle novità del Dm 3 agosto 2017, con cui sono stati disciplinati gli effetti dell'adozione dei nuovi principi Oic dal 2016. Ciò in quanto tali novità non hanno effetti sulla determinazione del secondo acconto. E' bene ricordare che è possibile il versamento con il metodo previsionale, ma questo richiede massima prudenza per le difficoltà di determinazione che non derivano solo dalle disposizioni relative all'Ace.

Il leasing operativo va in bilancio

II Sole 24 Ore - Pagina 28


Sono stati ufficializzati i due regolamenti sui nuovi principi contabili internazionali Ias/Ifrs in materia di leasing e ricavi. Sono le più importanti novità dei cinque regolamenti pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale Ue del 9 novembre. Un altro regolamento introduce modifiche all'Ifrs 4. La sua finalità è quella di rimediare alle conseguenze dello sfasamento tra data di entrata in vigore dell'Ifrs 9 e data di entrata in vigore del nuovo principio contabile sui contratti assicurativi che sostituisce l'Ifrs 4. L'applicazione del regolamento 2017/1988 è stata fissata a partire dall'esercizio che inizia il 1°gennaio 2018 oppure successivamente. I restanti due regolamenti apportano modifiche allo Ias 12 e allo Ias 7 con applicazione dai bilanci 2017. Il primo chiarisce come contabilizzare le attività fiscali differite relative a strumenti di debito valutate al fair value, il secondo migliora le informazioni sulle attività di finanziamento.

Favor rei sulla punibilità dell'Iva omessa

II Sole 24 Ore - Pagina 28


Va annullata la sentenza di condanna del contribuente che ha omesso il versamento dell'Iva per un importo inferiore alla nuova soglia penale di 250mila euro. Ciò, in quanto il reato non sussiste. Ad affermare questo principio è la sezione penale della Corte di cassazione con la sentenza n. 52822 depositata ieri. Il limite è stato innalzato con le modifiche apportate dal decreto 158/2015 che modifica l'art. 10-ter del Dlgs 74/2000. La precedente soglia penale era di 50mila euro. Le modifiche interessano anche chi ha commesso un fatto di omesso versamento prima dell'entrata in vigore della nuova norma, in applicazione del favor rei. Nel caso analizzato i giudici del Palazzaccio hanno annullato la sentenza per insussistenza del reato in quanto la nuova soglia penale non era stata superata.

Equo compenso, due anni per fare ricorso

II Sole 24 Ore - Pagina 29


Equo compenso. I professionisti hanno due anni di tempo per chiedere al giudice l'annullamento delle presunte clausole vessatorie o per l'adeguamento del presunto compenso non equo. Il termine decorre dall'entrata in vigore della legge di conversione. E' questa una delle novità della disciplina dell'equo compenso che aggiorna i rapporti tra i professionisti e i clienti 'forti' come banche, assicurazioni, grandi imprese e Pa. Il provvedimento è contenuto nel decreto legge fiscale che dopo aver ottenuto il via libera dal Senato è ora all'esame della Camera. Il decreto non chiarisce se la norma che prevede il ricorso al giudice per far valere la nullità riguardi anche i contratti in corso. Si deve dunque fare riferimento al principio di irretroattività delle leggi, che impedisce l'applicazione di una nuova disciplina non solo ai rapporti già esauriti al momento dell'entrata in vigore della legge, ma anche a quelli sorti anteriormente e ancora in vita. Vietata la previsione di prestazioni aggiuntive a titolo gratuito.

Split payment, compensazione ammessa

II Sole 24 Ore - Pagina 31


Il 18 dicembre termina la moratoria e scattano le regole per i nuovi soggetti obbligati allo split payment. Sono chiamati, infatti, al versamento dell'Iva relativa alle fatture di acquisto emesse dopo il 1°luglio 2017 per le quali l'esigibilità si sia verificata dalla stessa data fino al 30 novembre 2017. Da dicembre 2017 la tempistica entrerà nel periodo di normalità con obbligo di versamento entro il 16 gennaio 2018, per i contribuenti mensili, e così per i periodi successivi in riferimento all'Iva divenuta esigibile nel mese precedente, o in riferimento alla ricezione della fattura ovvero al momento della registrazione della medesima, secondo le diverse modalità stabilite dall'art. 3 del decreto 23 gennaio 2015. Il versamento può avvenire sulla base delle indicazioni fornite dalle Entrate con la risoluzione n. 139/E e con la circolare n. 27/E/2017 provvedendo con modello F24, senza possibilità di compensare e dandone evidenza nei registri Iva. In alternativa al pagamento diretto è possibile assolvere l'Iva nelle liquidazioni mensili o trimestrali. (Ved. anche Italia Oggi: 'Lo split payment prevale' – pag. 41)

Tari, resta il caos sui garage trattati come magazzini

II Sole 24 Ore - Pagina 31


Calcolo Tari e rimborsi. Nonostante la circolare del Mef, diffusa lunedì scorso, restano dubbi. I casi, frequenti, dei Comuni che applicano ai box o alle cantine una quota variabile aggiuntiva, trattando le pertinenze come 'utenze non domestiche', e il calendario degli arretrati rimborsabili, che per il ministero si ferma al 2014. E' oramai chiaro che le Amministrazioni comunali dovranno rifare i conti se hanno applicato la quota variabile del tributo tante volte quante sono le pertinenze dell'abitazione. La circolare 1/2017 ha chiarito che la quota variabile va applicata una sola volta. Il problema è che il regolamento tipo scritto dal Mef per la Tares 2013 considerava le pertinenze come utenze non domestiche e legittimava una quota variabile per l'abitazione e un'altra, diversa, per il garage. Dal 2014 la Tari ne ha ereditato le regole. Da qui il caos. Il secondo problema è il limite degli arretrati rimborsabili dal 2014: l'anno prima, tuttavia, i contribuenti hanno pagato lo stesso tributo con gli stessi difetti. (Ved. anche Italia Oggi: 'Tari, enti autonomi sui rimborsi' – pag. 43)

Rimborsi Iva in 62 settimane

Italia Oggi - Pagina 37


Ieri è stato pubblicato il rapporto 'Paying Taxes 2018' lo studio che analizza i sistemi fiscali di 190 paesi. L'indagine confronta il grado di facilità nel pagare le tasse, il peso del prelievo tributario e contributivo sugli utili aziendali, nonché i costi diretti e indiretti di compliance. I dati italiani sono in miglioramento, il suo posizionamento nel ranking rimane tuttavia lontano dalle eccellenze: 112°posto su 190. I progressi maggiori riguardano il carico tributario e contributivo sui profitti d'impresa il cui dato 2016 dell'Italia è pari al 48%, in miglioramento di 14 punti percentuali rispetto al 62% del 2015. Il dato nazionale resta comunque superiore alla media mondiale (40,6%) ed europea (39,6%). Per i rimborsi Iva occorrono 62 settimane, più del doppio della media mondiale (27,8 settimane), mentre a livello europeo bastano 16,4 settimane. Stabile il numero delle ore necessarie per effettuare gli adempimenti fiscali e contributivi: 238 ore nel 2016, erano 240 nel 2015.

Detrazione legata alla fattura

Italia Oggi - Pagina 39


Detrazione Iva. E' superabile la norma contenuta nel dl 50/2017 che richiama solo l'esigibilità per procedere alla detrazione della fattura. Basta un'interpretazione della norma che valorizzi il requisito formale del possesso della fattura d'acquisto, riconoscendo che il diritto si esercita nel periodo d'imposta nel quale vengono ad esistenza entrambi i presupposti della esigibilità dell'imposta e della disponibilità della fattura. Ad esempio, se l'operazione è effettuata a dicembre 2017, ma la fattura arriva nel 2018, la detrazione dovrebbe essere esercitabile nel 2018, a partire dalla liquidazione periodica mensile o trimestrale nel quale è pervenuta la fattura e fino alla dichiarazione annuale da presentare nel 2019. Questa soluzione, supportata anche dalla giurisprudenza europea, ridimensionerebbe anche la questione della sensibile riduzione del termine per l'esercizio della detrazione, poiché il diritto sarebbe esercitabile in un arco di tempo sufficiente a garantire il rispetto del principio di effettività.

Giusto processo nel rito fiscale

Italia Oggi - Pagina 40


I principi del giusto processo cercano spazio anche nel processo tributario che al pari di quello civile e penale deve svolgersi davanti a un giudice terzo e imparziale, in condizioni di sostanziale parità fra le parti e assicurare una ragionevole durata. Tutto ciò alla luce di una recente ordinanza della Cassazione che stabilisce che anche nel processo tributario sono applicabili i principi sanciti dall'art. 6 della Corte europea dei diritti dell'uomo. La pronuncia rappresenta una vera novità che si pone in netto contrasto con l'indirizzo giurisprudenziale oramai consolidato sul punto. Si tratta di capire ora se siamo di fronte ad un vero e proprio cambio di passo da parte degli 'ermellini' sul tema o se è solo una pronuncia isolata.

Non è automatica la confisca sui beni di chi ha evaso le tasse

Italia Oggi - Pagina 40


Con la sentenza n. 53003 dello scorso 21 novembre la Corte di cassazione ha stabilito che la confisca di prevenzione non può essere disposta automaticamente sui beni dell'evasore fiscale. Anche una piccola conciliazione con il fisco fa venire meno la misura. Ma non solo: non basta che sia indiziato in altri procedimenti penali sempre per reati tributari. Prima di adottare la confisca di prevenzione occorre accertare la pericolosità generica del contribuente. I giudici del Palazzaccio hanno accolto il ricorso di un notaio che si era visto confiscare degli immobili nell'ambito di un'inchiesta per frode fiscale preceduta da altre due indagini, sempre di natura tributaria, a carico del professionista.

Versamento ritardato, rateizzazione salva

Italia Oggi - Pagina 41


La Commissione tributaria provinciale di Rieti, con la sentenza n. 59/2017, sostiene che nel caso di dilazione di pagamento se la società contribuente versa la rata il giorno successivo alla scadenza del termine concordato non decade dalla procedura. L'inadempimento in tal caso è di natura lievissima, per cui trattasi di errore dovuto a caso fortuito o alla forza maggiore e, dunque, trattasi di errore scusabile. Nel caso analizzato i giudici tributari hanno accolto il ricorso di una società affermando che quando l'inadempimento è di carattere lievissimo deve ritenersi ragionevolmente scusabile.