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Rassegna Fiscale

'Intesa raggiunta sulla manovra' Conte-Tria, tensioni per l'annuncio

Corriere della Sera - Pagina 2


Oggi Bruxelles ufficializzerà l'accordo con Roma. E' probabile, dunque, che nell'ultima riunione dei commissari europei prima della pausa di Natale, la Commissione Ue non aprirà la procedura d'infrazione contro l'Italia. Salvo sorprese dell'ultima ora dovrebbe esserci l'accordo. Decisive sono state due telefonate del premier Conte con la colomba, Moscovici e con il falco, Dombrovskis. Dopo la revisione al ribasso del rapporto deficit/Pil al 2,04% il negoziato si è concentrato sull'aggiustamento del deficit strutturale. Oggi nella riunione dei commissari europei saranno proprio Moscovici e Dombrovskis a fare il punto della situazione sui lavori per la legge di Bilancio italiana. (Ved. anche Il Sole 24 Ore: 'Manovra, intesa con Bruxelles Decisiva la riduzione del Pil' – pag. 3 e Italia Oggi: 'Manovra, c'è l'accordo con l'Ue' – pag. 4)

Tempi più lenti per reddito e pensioni, così l'offerta che ha convinto Bruxelles

Corriere della Sera - Pagina 6


Ieri pomeriggio, dopo un'altra serie di limature sulle voci di spesa operata dal Mef e dopo una telefonata del premier Conte con il vicepresidente della Commissione Ue, Dombrovskis, si è sbloccata, finalmente, la lunghissima trattativa con Bruxelles. L'intesa è dunque arrivata. Per il via libera è stato necessario prevedere tempi più lunghi per l'avvio del reddito di cittadinanza e di quota 100 sulle pensioni. Un numero cospicuo di agevolazioni, bonus e sconti fiscali verrà rimodulato. Via libera alla web tax e a maggiori privatizzazioni immobiliari, in aggiunta a quelle già promesse. Non cambia la struttura della manovra, così il deficit pubblico programmato per il 2019 resterebbe al 2,04% nonostante il tasso di crescita di crescita previsto sia passato dall'1,5% iniziale all'1%. Una mossa giustificata dal peggioramento della congiuntura ma che aiuta a far quadrare i conti pubblici.

Il Senato 'pensiona' il Totocalcio Auto elettriche, sconti fino a 6 mila euro

Corriere della Sera - Pagina 8


In attesa del maxiemendamento che modificherà la manovra, il Senato continua a ritoccare il testo. Ieri un emendamento dell'esecutivo ha chiarito che l'ecotassa sulle auto non riguarderà le utilitarie; vengono previste agevolazioni anche per le moto elettriche. Tra i nuovi emendamenti figura il taglio ai premi Inail pagati dalle imprese; la Cassa Depositi potrà anticipare a Regioni e Comuni i fondi per pagare i debiti arretrati con le imprese. Tra le novità spunta la cancellazione di Totocalcio e Totogol. Il nuovo bonus/malus sulle auto penalizzerà solo le vetture di grossa cilindrata e premierà l'acquisto di auto elettriche o ibride, con o senza rottamazione. La tassa parte da 1.100 euro e sale fino a 2.500 euro. Lo sconto è di 6 mila euro per l'acquisto di auto elettriche e la rottamazione di una vecchia (4mila senza rottamazione). Sconto del 30% sull'acquisto di moto e scooter elettrici (fino a un massimo di 3mila euro). (Ved. anche Il Sole 24 Ore: 'Ecotassa ridotta ma è scontro Bonus anche agli scooter' – pag. 3 e Italia Oggi: 'Auto, ecotassa meno estesa' – pag. 31)

Tasse, giro di vite sui ritardatari Interessi triplicati da gennaio

Corriere della Sera - Pagina 35


Dal prossimo anno costerà di più pagare le tasse in ritardo e il conto sarà più salato anche per chi godrà della pace fiscale. Il Mef, con un decreto del 12 dicembre, ha infatti triplicato il tasso degli interessi legali da pagare in caso di ritardo: dallo 0,3% si passa allo 0,8%. Il rialzo del tasso segue quello dello scorso anno (dallo 0,1 allo 0,3%). Dal prossimo 1°gennaio, dunque, il saggio degli interessi legali passa allo 0,8%. I ritardatari continueranno a pagare l'interesse dello 0,3% per i pagamenti effettuati fino a fine anno, poi scatterà l'aumento. Come anticipato la maggiorazione dello 0,5% interessa anche le misure legate alla pace fiscale; si pagherà di più, dunque, per la definizione agevolata dei Pvc, per la definizione degli atti di accertamento e per la chiusura delle liti pendenti. E' legge il decreto che prevede la sanatoria sugli errori formali. (Ved. Anche Italia Oggi: 'Ravvedimento operoso più caro' – pag. 35)

Può bastare il 5% per chiudere le liti oggi pendenti in Cassazione

Il Sole 24 Ore - Pagina 27


Entra oggi in vigore la legge n. 136/2018 che ha convertito il decreto fiscale. La misura più interessante è la possibilità di chiudere le liti pendenti in Cassazione pagando solo il 5% se l'Agenzia delle Entrate sia risultata soccombente nei precedenti giudizi. E' bene precisare che la controversia deve essere pendente innanzi alla Cassazione alla data di entrata in vigore della legge di conversione. Il beneficio del 5% è legato alla tempestività del ricorso dell'Agenzia o alla rapida costituzione in giudizio alla data di conversione. In mancanza il contribuente può beneficiare solo del pagamento del 15%, non risultando pendente il giudizio per Cassazione. Non sono state disciplinate, invece, le pronunce della Corte con rinvio al giudice di appello. Per i ricorsi pendenti in primo grado le modifiche apportate in sede di conversione prevedono la definizione con il pagamento del 90% (non più del 100%). Da qui anche i rinvii della Cassazione potranno essere chiusi con il 90%.

In Ctp definizione al 90% o al 100%

Il Sole 24 Ore - Pagina 27


Servono chiarimenti per la definizione delle liti pendenti nel primo grado di giudizio. Le modifiche contenute nel decreto fiscale sembrano rendere più complesso l'istituto. Inizialmente il testo faceva riferimento alla possibilità di definire il contenzioso pendente con il pagamento integrale dell'imposta inizialmente pretesa dal fisco. L'eventuale soccombenza in primo o secondo grado consentiva di ridurre l'importo al 50% ed al 20% ora modificati nel 40% e 15%. Ora le modifiche prevedono che in caso di ricorso pendente in primo grado, la lite può essere definita con il 90% delle imposte dovute nell'atto impugnato. Il ricorso deve essere pendente alla data del 24 ottobre 2018. Per beneficiare del 90% non è chiaro, tuttavia, se al 24 ottobre sia necessaria la sola notifica dell'impugnazione alla controparte o la costituzione in giudizio in Ctp del ricorso notificato all'Ufficio. Nel primo caso la definizione chiede il pagamento del 100%, nel secondo basta il 90%.

I crediti Pa bloccano il pignoramento

Il Sole 24 Ore - Pagina 28


E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 14 dicembre il decreto semplificazioni che contiene interventi importanti per imprese e professionisti. Il testo è entrato in vigore il giorno successivo. Nel pacchetto di misure troviamo tutele per le imprese creditrici della Pa e il potenziamento della Pec. Su appalti e incentivi il passaggio di conversione dovrebbe portare maggiori integrazioni. Ci sarà un intervento sulle norme che regolano gli appalti 'in house' dei titolari di concessioni. Potrebbero rientrare in pista i correttivi sugli affidamenti con gara semplificata e gli incentivi alla progettazione interna dei tecnici Pa. Il Mise dovrà indicare i criteri di funzionamento della nuova sezione speciale del Fondo di garanzia per le Pmi.

Concordato in continuità, non va riversata l'Iva recuperata dal debitore

Il Sole 24 Ore - Pagina 31


L'Agenzia delle Entrate, in risposta all'interpello n. 113 di ieri, ha chiarito che nella procedura di concordato, ancorché in continuità, il debitore non è tenuto a riversare all'Erario l'Iva recuperata dal creditore. Quindi, mentre il creditore emette nota di accredito con il segno 'meno' nelle vendite, il debitore non deve registrarla con il segno 'meno' negli acquisti. La norma di riferimento è il Dpr 633/1972, articolo 26, comma 2, che dispone che nel caso in cui un'operazione per la quale sia stata emessa fattura viene meno in tutto o in parte a seguito di procedure concorsuali o procedure esecutive rimaste infruttuose, il cedente del bene o prestatore del servizio ha diritto di emettere una nota di variazione e portare la relativa Iva in detrazione. Il presupposto per l'emissione della nota di variazione è infruttuosità della procedura. Per accertare l'infruttuosità occorre aver riguardo sia della sentenza di omologazione divenuta definitiva ma anche del momento in cui il debitore concordatario adempie agli obblighi assunti in sede di concordato.

I rimborsi Robin Tax spettano soltanto dal 12 febbraio 2015

Il Sole 24 Ore - Pagina 31


La Corte di cassazione, con l'ordinanza n. 32716, depositata ieri, ha chiarito che i rimborsi da Robin Tax spettano solo dal 12 febbraio 2015 poiché la Consulta ha differito gli effetti a dopo la pubblicazione della sentenza. Nel caso analizzato una società aveva presentato un'istanza di rimborso per l'addizionale corrisposta nel 2008 sui ricavi petroliferi. E' bene ricordare che la legge 112/2008 all'articolo 81 aveva introdotto un'addizionale Ires per colpire il conseguimento di 'sovra-profitti' da parte delle aziende energetiche e petrolifere, determinati dalla crescita speculativa delle quotazioni delle materie prime, con lo scopo di perseguire finalità solidaristiche. La Corte costituzionale, con la sentenza 10/2015, ne ha dichiarato l'incostituzionalità, ma la rimozione della disposizione è scattata solo a partire dal 12 febbraio 2015, ossia dal giorno successivo alla sua pubblicazione.

Bonus ristrutturazione per sostituire il condizionatore

Il Sole 24 Ore - Pagina 33


Rispondendo ad un interpello di una contribuente la Dre Emilia-Romagna ha chiarito che può godere della detrazione del 50% la sostituzione di un condizionatore senza funzione riscaldante con uno nuovo dotato di pompa di calore. Ciò, a patto che il produttore o l'installatore certifichi il raggiungimento degli standard minimi di risparmio energetico previsti per legge. Il caso riguardava la sostituzione di un condizionatore con uno nuovo in grado di produrre calore senza sostituirsi al preesistente impianto di riscaldamento. L'installazione di tale impianto che non richiede lavori edilizi è qualificata come intervento di manutenzione ordinaria. Non era chiaro quale agevolazione fiscale fosse applicabile alla sostituzione del condizionatore.

Trust di garanzia soggetto al Registro in misura fissa

Il Sole 24 Ore - Pagina 11


Con l'ordinanza n. 31446/2018 la Corte di cassazione ha affermato che il trust di garanzia è soggetto all'imposta fissa di registro e non all'imposta di donazione all'8% come vorrebbe l'Agenzia delle Entrate. Secondo i giudici del Palazzaccio la tassazione in misura proporzionale di un vincolo che non determina arricchimento in capo ad alcuno viola il principio di capacità contributiva. L'ordinanza dimostra l'inapplicabilità dell'imposta di donazione in quanto, trattandosi di trust autodichiarato, in capo al trustee non si verifica alcun incremento definitivo e stabile. In caso contrario, invece, l'atto sarebbe soggetto all'imposta di donazione. L'ordinanza richiama la sentenza 13626/2018 che in un caso simile aveva ritenuto applicabile l'imposta dell'8%. Ma la questione va affrontata diversamente. I trust di garanzia sono esclusi da imposta di donazione perché non sono donazioni.

Split payment, deroghe limitate

Italia Oggi - Pagina 36


Con la risposta n. 111 l'Agenzia delle Entrate ha fornito il proprio parere in merito a un'istanza di interpello presentata da una società sull'applicazione del regime dello split payment. Le condizioni e le modalità tecniche di acquisizione dei servizi, in particolare la procedura online con il pre-pagamento con carta di credito dell'importo addebitato dal fornitore al lordo dell'Iva, non possono giustificare deroghe all'obbligo di applicare il regime di scissione dei pagamenti. Pertanto, il committente che rientri tra i soggetti tenuti a versare l'Iva con lo split payment, deve richiedere al fornitore una nota di variazione e l'emissione della fattura in regime di split payment, provvedendo altrimenti alla regolarizzazione dell'operazione.

Il Fisco corregge la e-fattura

Italia Oggi - Pagina 37


Fatturazione elettronica. Per rispondere alle osservazioni del Garante della privacy oggi l'Agenzia delle Entrate invierà le modifiche messe a punto in collaborazione con Sogei. Le soluzioni passano per una memorizzazione a richiesta e non in automatico per le fatture indirizzate ai clienti finali e una migrazione verso canali più sicuri con potenziamento del server per evitare blocchi nell'autostrada digitale Sdi. Quello della e-fattura è un cantiere tutt'altro che chiuso ha detto il vicepremier Luigi Di Maio, nel 2018 si è intervenuto sul fronte sanzioni, nel 2019 andranno fatte le modifiche.